COVID-19: parlano i neurologi italiani

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Da un recente articolo pubblicato su Neurology Today, un gruppo di neurologi del Nord-Italia approfondisce le conseguenze del COVID-19 sul Sistema Nervoso Centrale, in sindromi non ancora ben definite.

Il dott. Alessandro Pezzini, Professore associato di Neurologia dell’Università di Brescia, con i suoi colleghi, ha aperto un’unità neurologica COVID-19, per poter separare i pazienti contagiati dal virus dagli altri pazienti. Questo nuovo “reparto” comprende 18 letti e i pazienti vengono trattati per ictus, delirium, attacchi epilettici, e per sindromi ancora non ben specificate che secondo il dott. Pezzini assomigliano molto a delle encefaliti.

I neurologi di Brescia avvertono quindi i colleghi nazionali e internazionali, a non sottovalutare le possibili compromissioni a livello neurologico, anche se non appare ancora chiaro se il virus si una diretta causa delle sindromi osservate tramite un passaggio attraverso il sistema nervoso centrale, o se queste sindromi siano una risposta al tumulto causato dal virus in tutto il corpo.

Il dott. Pezzini e il dott. Alessandro Padovani (Professore di Neurologia e Direttore dell’Istituto di Neurologia dell’Università di Brescia) concordano nell’affermare che è in corso un drammatico aumento dei casi di eventi vascolari, ictus ischemici, e trombosi, probabilmente a causa del virus che compromette i meccanismi coagulatori.

Ci sono alcuni dati recenti che suggeriscono che il virus COVID-19 raggiunge anche il sistema nervoso centrale. I sintomi neurologici nei pazienti con infezione da COVID-19 rientrano in tre categorie: espressioni neurologiche dei sintomi della malattia di base (mal di testa, vertigini, disturbi del stato di coscienza, atassia, manifestazioni epilettiche e ictus); sintomi di origine neuro-periferica (ipo-ageusia [ndr “mancanza di gusto”], iposmia, nevralgia) e sintomi di danno ai muscoli scheletrici, spesso associati a danno al fegato e ai reni.

Il dott. Padovani descrive una situazione tragica: nella nuova unità neuro-COVID-19 i pazienti presentano inizialmente ictus, delirium o encefalite, e successivamente sviluppano compromissioni respiratorie.

“Non sappiamo chi sarà vivo domani. È devastante. I nostri pazienti stanno ricevendo ossigeno ma non abbiamo ventilatori nella nostra unità perché sono limitati e andranno a pazienti con le migliori possibilità di sopravvivenza.”

dott. Padovani

Anche il dott. Alberto Priori dell’ospedale San Paolo di Milano, conferma i dati dei suoi colleghi di Brescia, ed afferma che nella sua esperienza la maggior parte dei casi di un grave danno sistemico e respiratorio, questo “oscura” il rilevamento di sottili cambiamenti neurologici. Inoltre, in questa fase di emergenza i medici prestano più attenzione alle funzioni vitali di ogni altra cosa. Aggiunge anche, che hanno inviato uno strumento online per lo screening dei sintomi neurologici nei pazienti con COVID-19.

Il dottor Logroscino dell’Università di Bari, ha affermato che “la situazione è grave e molto difficile. In poco tempo, questo sta cambiando il come pratichiamo la neurologia. Abbiamo dovuto passare a un nuovo sistema per supportare i nostri pazienti in neurologia a casa“.

La scorsa settimana, il dott. Logroscino e il suo staff hanno implementato un approccio di telemedicina e chiamato 30 pazienti con Sclerosi Laterale Amiotrofica per un teleconsulto.

È stato chiesto loro se potevano farlo in video e coloro che avevano concordato si erano incontrati faccia a faccia con un professionista della salute per parlare delle loro condizioni e vedere se dovevano formulare nuovi piani di trattamento. La prossima settimana entreranno in contatto con i pazienti frontotemporali e i loro caregiver.

Stanno inoltre, collaborando con un’azienda per creare un’app che semplifichi la videoconferenza.

“Dobbiamo pensare in diversi modi a come gestire i nostri pazienti”, ha aggiunto. “Per molti, i nostri discorsi con loro hanno rotto il loro isolamento.”

È recente anche l’attivazione di un reparto dell’IRCCS San Raffaele di Milano interamente dedicato alla riabilitazione motoria, respiratoria e neurologica dei pazienti guariti dal COVID-19 che necessitano di essere riabilitati prima della dimissione.

Un ottimo esempio di équipe multidisciplinare che si prende cura a 360° dei pazienti sopravvissuti al Covid-19 prima della dimissione:

“Per riuscirci è stato organizzato uno specifico percorso che ha lo scopo di migliorare la dinamica respiratoria, contrastare le problematiche muscolo-scheletriche e riabilitare la persona da un punto di vista neuropsicologico […] È importante che sia un’équipe multispecialistica, come quella della Riabilitazione, a prendersene carico, con l’obiettivo di un completo recupero funzionale”


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